Archeologia

Archeologia al Castello dei Ventimiglia: tracce di vita quotidiana
La sezione archeologica del Museo Civico di Castelbuono presenta i reperti emersi dalle campagne di scavo condotte nel Castello dei Ventimiglia tra il 1996 e il 1997. I materiali documentano le trasformazioni del complesso e restituiscono testimonianze della vita quotidiana nei secoli: dalla ceramica da mensa e da cucina agli utensili, dalle lucerne alle monete e ai materiali lapidei.
Attraverso questi oggetti è possibile approfondire la storia del Castello e conoscere alcuni aspetti della vita domestica, delle abitudini alimentari e delle pratiche quotidiane di chi abitava i suoi ambienti.
L’epigrafe di fondazione del 1317
Tra i documenti legati alla storia del Castello dei Ventimiglia, l’epigrafe di fondazione riveste un ruolo centrale. L’iscrizione, riferita a Francesco I Ventimiglia e datata al 1317, testimonia la fondazione del complesso e il progetto politico e insediativo della famiglia nel territorio delle Madonie.
La costruzione del Castello si inserisce nella storia della presenza dei Ventimiglia, protagonisti della vita politica e sociale della contea. La nuova residenza contribuì a definire il nucleo attorno al quale si sviluppò Castelbuono, consolidando il rapporto tra il potere feudale, il controllo del territorio e la formazione dell’insediamento.
L’epigrafe costituisce una fonte documentaria di particolare interesse per lo studio delle origini del Castello e della storia medievale di Castelbuono.
Prima del Castello: Ypsigro e la torre
La storia del sito precede la costruzione del Castello dei Ventimiglia. Il territorio era già interessato dalla presenza di un insediamento noto come Ypsigro, il cui nome viene tradizionalmente ricondotto al significato di «luogo fresco».
Le testimonianze relative alla fase precedente al Castello permettono di inquadrare la formazione dell’insediamento e le trasformazioni del colle nel corso del Medioevo. La presenza di una torre, riferita al XII secolo, si collega alle funzioni di controllo e sorveglianza del territorio.
Con la fondazione del Castello nel XIV secolo, il sito assunse progressivamente una nuova funzione residenziale e politica. I reperti archeologici contribuiscono a ricostruire le diverse fasi di frequentazione e trasformazione degli spazi, integrando le informazioni offerte dalle fonti storiche e architettoniche.
La vita quotidiana al Castello
La tavola e le ceramiche
Brocche, recipienti e frammenti ceramici documentano le pratiche legate alla preparazione, alla conservazione e al consumo degli alimenti. Le decorazioni e le caratteristiche dei manufatti offrono elementi utili per studiare le produzioni ceramiche e le consuetudini della tavola nel contesto medievale.
Tra i reperti esposti figura una forchetta databile al XIV secolo, testimonianza della cultura materiale e delle pratiche legate al consumo dei pasti. Il suo interesse risiede anche nella possibilità di approfondire l’uso degli utensili da tavola nel contesto storico di riferimento.
La cucina e la preparazione dei cibi
Le ceramiche da fuoco e gli altri materiali provenienti dagli scavi documentano le attività domestiche legate alla preparazione degli alimenti. Le tracce d’uso conservate su alcuni reperti contribuiscono a ricostruirne la funzione e le modalità di impiego.
Questi oggetti restituiscono una dimensione concreta della vita nel Castello, complementare alla rappresentazione del potere e del prestigio della famiglia feudale.
L’illuminazione degli ambienti
Le lucerne rinvenute nel corso delle indagini archeologiche testimoniano le pratiche di illuminazione degli spazi prima dell'introduzione dei sistemi moderni. La loro presenza permette di approfondire gli aspetti materiali della vita domestica e l’organizzazione degli ambienti nelle ore serali.
Nel loro insieme, i reperti della sezione archeologica contribuiscono a leggere il Castello non soltanto come architettura e sede del potere, ma anche come luogo abitato, attraversato da attività e relazioni quotidiane.