> cappella Palatina

Nel cuore del Castello dei Ventimiglia sede del Museo Civico Castelbuono, al piano nobile, si nasconde uno degli ambienti più straordinari della Sicilia barocca: la Cappella Palatina dedicata a Sant'Anna, un capolavoro di stucco, oro e devozione che sorprende chiunque vi entri.

Una cappella per una nuova epoca

Nel 1684 Francesco Rodrigo Ventimiglia commissiona la costruzione di una nuova cappella palatina. La precedente — più antica, a pianta quadrata, situata nell'ala nord del palazzo — è ormai troppo piccola per una corte in crescita e troppo sobria per il gusto barocco che domina l'epoca.

Per decorare il nuovo ambiente sacro viene chiamato a Castelbuono il palermitano Giuseppe Serpotta, maestro indiscusso dell'arte dello stucco, che vi lavora insieme al giovane fratello Giacomo.

Un tripudio di stucco e oro

L'effetto che si prova entrando nella cappella è di pura meraviglia. Gli stucchi bianchi e levigati si stagliano su un fondo in oro zecchino, creando un contrasto di rara potenza visiva: putti giocosi, drappeggi svolazzanti, creature fitomorfe e zoomorfe popolano ogni superficie in un repertorio immaginario bizzarro e raffinato.

Le decorazioni rivelano una stretta parentela con un'altra opera dei due fratelli, realizzata poco prima: l'altare della chiesa del Carmine Maggiore a Palermo. Si riconoscono la stessa vitalità, la stessa fantasia, con una ridondanza ancora acerba rispetto alla fluidità delle opere tarde di Giacomo — che tuttavia già si intravede nei due teatrini entro medaglioni ai lati dell'altare, caratterizzati da una sicura impostazione spaziale e da uno studio prospettico elaborato.

La cappella è stata restaurata nel 1999 dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, con interventi di pulitura, consolidamento e integrazione estetica del fondo dorato.

Lo sguardo verso l'altare

La pianta oblonga coperta da volta crea una prospettiva scenografica precisa: dopo essersi soffermato sulle decorazioni, lo sguardo viene naturalmente condotto verso la parete di fondo, dove sull'altare maggiore riposa, entro una nicchia, il cuore devozionale dell'intera cappella.

 

La Reliquia di Sant'Anna

Al centro dell'altare, custodito in un reliquiario argenteo a forma di busto, si trova la Sacra Reliquia del Teschio di Sant'Anna — la patrona di Castelbuono. Il reliquiario, ornato di rilievi con scene della vita della santa, di San Gioacchino e della nascita di Maria, fu commissionato nel 1521 da Isabella Moncada ed è da secoli il fulcro della devozione castelbuonese.

Il legame tra Castelbuono e Sant'Anna nasce nel 1454, quando la corte dei Ventimiglia porta con sé la reliquia trasferendosi da Geraci Siculo. Successivamente la santa diventa Patrona del paese, e il castello il custode del suo culto.

Una cappella nel riflesso dei secoli

La cappella che ammiriamo oggi porta con sé anche i segni di una trasformazione ottocentesca. Negli anni Venti dell'Ottocento, per accogliere un pubblico sempre più numeroso, viene ampliato lo spazio abbattendo il muro posteriore che separava la cappella dalla cosiddetta stanza della marchesa, e la cantoria lignea viene rimontata circa tre metri più indietro. Una trasformazione che ha reso questo gioiello accessibile a generazioni di visitatori fino ad oggi. 

 

Revelata

Nella Cappella di Sant’Anna, capolavoro dei Serpotta (1684), l’installazione multimediale “REVELATA” offre al pubblico un'esperienza multisensoriale, con la voce narrante dell’attrice Isabella Ragonese, la cui interpretazione accompagna il pubblico in un racconto evocativo tra luci e suono. L’intervento è pensato come un soundscape, una performance multisensoriale, poetica ed evocativa, che affianca la narrazione sonora a una regia automatizzata di luci che esalta alcuni dei dettagli della decorazione a stucco dei Serpotta, come i teatrini scultorei in prossimità dell’altare, le figure fitomorfe e zoomorfe presenti nelle paraste laterali, e altri elementi simbolici.